
Insegnare scacchi ai bambini delle scuole elementari è gratificante in maniera inversamente proporzionale alla sua semplicità!
Dal 2 febbraio 2008 insegno 2 giorni alla settimana, nella scuola elementare paritaria “MAESTRE PIE” di San Giovanni in Marignano, in via Borgo S. Antonio 61, a fianco de l’istituto che mi ha visto conseguire il diploma di terza media!
A parte il fatto che ogni lunedì pomeriggio mi becco la strada bloccata per via del mercato che si svolge in via Vittorio Veneto, quella dove ogni quarta domenica del mese si svolge la mostra del vecchio e l’antico, costringendomi a fare lo slalom tra bancarelle e automezzo spazzarifiuti, 29 bambini mi costringono a portare non meno di 15 set di scacchi, almeno non devo perdere tempo ad andare in palestra!
Dividerli in due gruppi è stata una necessità assoluta per la mia igiene psichica, un mix di terza, quarta, quinta elementare; tra i bambini di quinta non ho trovato collaborazione nel riuscire a mettere un freno all’esuberanza dei più piccoli, al contrario la loro voglia di esibirsi ha prevalso sulle mie richieste di riuscire a giocare in silenzio.
Gli scacchi vengono visti dai bambini come un gioco, da alcuni anche come competizione, alcuni si arrabbiano quando vengono mangiate le loro pedine, è inevitabile che vi sia un dislivello di partenza, alcuni non riescono ad evitare di suggerire ai propri compagni; è molto semplice giocare con i pezzi degli altri! E’ un editto che conoscono anche i migliori maestri!
Il primo giorno di lezione è meglio non usare la lavagna murale, i bambini hanno bisogno di sfogarsi e costringerli fin da subito a subire altre ore di lezione, oltre a quelle sorbite al mattino, è una forma di claustrofobico masochismo che non tutti sono capaci di sopportare.
Dopo un paio di lezioni saranno i bambini stessi che chiederanno di poter apprendere qualche strategia, sfugge loro il senso della partita, come si fa ad incastrare il re!? Cosa è lo stallo, perchè il re non si mangia!? Ci sono alcuni difetti di base che vanno curati ed a volte estirpati; anche se parliamo di bambini con un età compresa tra gli 8 ed i 10 anni, alcuni hanno già appreso le mosse e giocato qualche partita in famiglia, con piccoli danni dal punto di vista tattico strategico, ma sui quali bisogna agire fin da subito.
Dopo un paio di ore di gioco, i bambini sono pronti per apprendere lo scacco matto del barbiere, occorre far notare quanto sia importante difendere il pezzo che da lo scacco al re, i più piccoli od i meno esperti, gettano i loro pezzi addosso al monarca venendo puntualmente catturati perchè indifesi! A volte vengono catturati con il re anche se difesi, una chiara mossa irregolare che mostra quanto i bambini tendano a giocare in modo meccanico.
Tra gli errori strategici più frequenti, vi è quello di aprire con i pedoni laterali, sviluppando successivamente le torri in terza traversa, occorre un pò di pazienza per far capire le dinamiche dell’arrocco e la forza di avere una torre su colonna aperta centrale!
Le bambine più grandi sono già responsabili e disciplinate, per me è gratificante constatare i loro progressi e la dedizione con cui si applicano prendendo appunti.
Tra i più piccoli ed inesperti ho notato in alcuni evidenti progressi, in altri solo parziali, ma come disse il mio professore di Tecnica delle scuole medie:
- “Non è importante fino a dove spingerete il vostro limite, l’importante è che lo superiate!”
Dopo 10 ore di gioco ho spiegato loro come si compila un formulario e come si scrivono le mosse, è stata la lezione più tranquilla dato che i bambini si sono ritrovati in un ambito a loro familiare:
- Scrivere sotto dettatura!
In questo caso abbiamo usato la lavagna murale, mostrando loro come ci si difende dal tentivo di effettuare lo scacco matto del barbiere:
1) e4 - e5; 2) Ac4 - Ac5; 3) Dh5 ed ora il nero gioca De7 o Df6, a loro ho mostrato la prima linea, in modo da lasciare la casa f6 al naturale sviluppo del cavallo, che attacca la regina in h5; in seguito il bianco ha arroccato corto (o-o) ed il nero ha arroccato lungo (o-o-o)
Gli scacchi sono un gioco ideale per insegnare disciplina e sviluppare la logica, ma non bisogna dimenticare che ci stiamo relazionando con bambini di 8 anni e non possiamo obbligarli a fare ciò che non vogliono fare, ma possiamo incuriosirli ed attirare la loro attenzione, a volte mostrandoci accondiscendenti quando chiedono di andare a bere o quando vogliono parlarci dei loro piccoli (che piccoli non sono mai) problemi quotidiani, ascoltarli quando si esaltono parlando dei loro sogni!
Avere una classe mista è ideale, poichè ai bambini più timidi viene data la possibilità di giocare con le bambine; insegno loro che bisogna dare la mano al proprio compagno di gioco prima della partita ed anche al termine, ringraziando il compagno per aver giocato con noi, questa semplice forma di contatto fisico a scatenato la loro ilarità e li ha acquietati per mezzo minuto… per il bene delle mie orecchie sto pensando di far scambiare loro un segno di pace un pò più spesso!
Da quando ho insegnato loro che a scacchi si può anche pareggiare, le proposte di patta fioccano come corrispondessero ad una vittoria, le bambine non hanno una spiccata forma di agonismo e preferiscono non prolungare le partite in estenuanti finali, offrendo patta intorno alla quarantesima mossa, mentre tra i più animati l’agonismo imperversa e benchè non sappiano ancora bene come produrre lo scaccomatto, rifiutano il pareggio, chi rimane solo con il re abbandona, vedendo infrante le proprie speranze di vittoria.
Tra un mal di piede, un mal di naso, un dito sbucciato, un mal di testa ed un raffreddore, questi bambini hanno anche saputo farmi sorridere.
Sebbene non mi passi neanche per l’anticamera del cervello di mettere al mondo un pargoletto, sono soddisfatto dell’esperienza vissuta in questi primi 2 mesi di lezione, dopo Pasqua riprenderemo gli incontri pomeridiani, l’obiettivo primario sarà quello di riuscire a disciplinarli in maniera proficua, affinchè sviluppino attenzione ed un senso geometrico della scacchiera, che eviti loro di compiere mosse irregolari.
Vederne iscritto anche solo uno al Torneo di scacchi U16 del 4° Festival Scacchistico Internazionale Città di Cattolica, sarebbe un enorme successo!