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Gli scacchi e la scoperta del Barocco

Posted by Arcobaleno su maggio 22, 2009

muove il bianco

muove il bianco

Ho appena terminato di vedere il film barocco “Gli amori di Astrea e Celadon”. Ho fatto un tuffo del tutto inaspettato nel passato e sono corso a leggermi qualche storiella scacchistica di quel periodo.

Questo finale fu presentato dal Salvio nel 1604, in un epoca in cui si dava una grande importanza alla figura del re, la posizione del diagramma cela le strategie per giocare correttamente i finali di torre. Gli illuminati esulteranno nell’intuire le sottigliezze intrinseche nella spiegazione lasciataci in eredità da colui che è stato considerato il Campione del Mondo di Scacchi fino al 1600:

1. Th7+ Rg3, dopo di che – scrive il Salvio – “il bianco si ponga col roccho all’incontro del roccho del nero (2. Te7) e dovunque fuggirà, il bianco se li ponga all’incontro, e non si può far patta in altro modo”. (Trattato 1604, p. 167)

Il finale ebbe l’onore di essere riportato anche in un testo “non scacchistico” e fu presentato con queste parole: “[Cette combinaison] est tirée d’un exellent Traité Italien sur les échecs, qui est fort rare”.

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