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Il capitalismo è un male per gli scacchi?!

Posted by Arcobaleno su gennaio 1, 2010

 

Fischer e Tal alle Olimpiadi di scacchi di Varna

 

Quando Fischer era ancora ragazzo e si distingueva sia per genialità che per atteggiamenti puntigliosi, la stampa sovietica teneva a sottolineare che un tale giocatore, se cresciuto nella società sovietica, avrebbe potuto correggere tutti i propri difetti connessi con l’ambiente capitalistico in cui era nato e viveva.

Effettivamente l’etica sovietica non avrebbe mai consentito a Fischer (“un maleducato” scrissero i giornali dopo l’Olimpiade di Varna) di assumere comportamenti poco esemplari; in fondo, il fatto che poi Fischer sia diventato Campione del Mondo di scacchi fu traumatizzante per i sovietici anche perché, secondo i loro canoni, Fischer non avrebbe potuto trovare in Occidente le condizioni idonee per la valorizzazione delle sue doti (se divenne Campione del Mondo – dissero in seguito – fu perché era un genio, un caso cioè fuori della norma generale).

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