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Le donne battono gli uomini nel gioco

Posted by Arcobaleno su febbraio 14, 2010

gioco delle donne

Vi era un tempo in cui il reale gioco degli scacchi era un affare cortese. Gli scacchi erano una rara possibilità di contatto tra uomini e donne non sposate, un eufemistica idea romantica del gioco. Una versione idealizzata ritrae la donna come una giocatrice superiore. Prima sconfigge l’uomo in un incontro sulla scacchiera. Poi lo consola concedendogli le proprie grazie. Secoli dopo questa idea è stata ripresa anche nel film “L’affare Thomas Crown”. Dopo che Steve McQueen è stato mattato da Fay Dunaway, lei gli dona un lunghissimo bacio. Tartakower concepì una nuova idea di apertura su una nave. Ubriaco e nudo entrò nella cabina della campionessa di scacchi olandese esclamando: “A te muovere!”. Soffici mani lo rimesero al proprio posto.
Non sono disponibili rilevanti informazioni concernenti partite di scacchi tra nobili donne e cortigiani. Il pensiero non è galante, ma saranno state giocate delle partite blitz.

Quando gli scacchi diventarono popolari nei caffè e nei circoli, le giocatrici scomparvero letteralmente dalla scacchiera. Spesso le donne non potevano nemmeno essere presenti alle partite. Era prassi che fossero escluse dai match e dai tornei del diciannovesimo secolo. Unanimante riconosciuta come eccellente giocatrice di scacchi fu Amalie Paulsen, la sorella di Luigi e Wilfried, anche se non giocò mai partite ufficiali.

Un torneo tra donne si svolse in occasione del torneo di Hastings nel 1895. Fulmineamente piovvero critiche di bassa lega.
Vera Menchik vince facilmente il primo campionato del mondo femminile a Londra nel 1927. Ciò le valse l’invito al torneo di Karlsbad del 1929. Hans Kmoch annunciò che si sarebbe dato alla professione di ballerina nel caso la Menchik avesse ottenuto più di tre punti. Kmoch si salvò da quel triste destino poiché la campionessa perse da giocatori integerrimi, concludendo ultima con 3 punti su 21. Avesse partecipato al campionato maschile britannico avrebbe avuto eccellenti chance di vittoria.

Donner nel 1968 scrisse riguardo alla mancanza di intuito nelle giocatrici di scacchi. A quanto pare gli è sfuggito il quinto posto ottenuto dalla campionessa del mondo Gaprindashvili al torneo di Hastings nel 1964-65. Nona divenne la prima GM femminile nel 1978. La sua successitrice Chiburdanidze e la svedese Cramling divennero temute killer dai loro colleghi.

Le sorelle Polgár hanno avviato una nuova era riguardo alle donne negli scacchi. In giovane età sconfissero tanti giocatori di acclamata esperienza. La stella più luminosa è Judit, diventata la più giovane GM nel 1991. Per la prima volta nella storia una giocatrice riesce a competere con gli scacchisti inseriti nella classifica top ten stilata dalla FIDE.

Yoshitoshi

l'uomo visto da Yoshitoshi

 

Le scacchiste sono una piccola minoranza nel mondo degli scacchi. Tuttavia, la partecipazione di giovani talentuoe sta diventando consuetudine. Essere battuti da una donna è una esperienza terribile, ancora peggio che essere sbattuti da un belga. Gli uomini preferiscono il punto di vista di Yoshitoshi. Lentamente la lotta contro una donna diventa familiare, ma quando ha perso la piccola Judit ha spesso sperimentato lo sguardo superiore dei maschi.

Riuscirà una donna a conquistare la leadership? Le donne giocano così male, perché versano sangue alla fine del gioco? Un lungo elenco di opinioni sulle donne e gli scacchi possono essere trovati in “Queen’s move” di Henriette Reerink. Solo il punto di vista di Maja Chiburdanidze è utile e imparziale, fa riferimento alla breve storia degli scacchi femminili e alla minore resistenza fisica nel corso di una lunga sessione di gioco.
Da Amalie Paulsen a Judit Polgar le donne hanno schiacciato gli uomini in trenta partite .
Questa è la prima pubblicazione sessista* che piacerà alle donne!

* rinominare il file .pdf in .pgn

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